
" Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea
Oscar Wilde"
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Per non dimenticare e far conoscere la memoria di Valerio
Valerio Verbano inizia il suo impegno politico nel 1975 nel proprio liceo e la sua militanza è attiva, non risparmiandosi anche a rischio della sua incolumità fisica. Valerio praticava sport e da bambino inizia a frequentare gli impianti sportivi in cui pratica soprattutto le arti marziali tra cui il judo e il karate. Come tutti i ragazzi divide la sua passione politica con altri interessi: la musica con i Beatles i Pink Floyd e la AS Roma, la sua squadra del cuore. L'uso della macchina fotografica è un altro suo interesse che utilizzerà per documentare gli avvenimenti politici dell'epoca e iniziare la sua inchiesta sui movimenti di estrema destra nella capitale.
Il 22 febbraio del 1980 alle 13,00 tre giovani armati e coperti da un passamontagna entrano in casa Verbano al quarto piano di via Montebianco 114 nel quartiere Monte Sacro, dichiarando ai genitori del giovane di essere suoi amici; armati di pistole con silenziatore dopo essere entrati immobilizzano i genitori nella loro camera ed attendono Valerio dicendo di voler parlare con lui. Valerio non è ancora tornato da scuola, apre la porta di casa alle 13,30 ed è subito assalito dai tre, si verifica una colluttazione durante la quale Verbano riesce anche a disarmare uno dei tre assalitori; il ragazzo tenta di fuggire dalla finestra dell' appartamento ma è raggiunto da un colpo di pistola alla schiena che gli perfora l' intestino.
Valerio Verbano aveva condotto indagini personali e redatto un fascicolo detto Dossier NAR nel quale vi era l'elenco completo di tutti gli appartenenti al gruppo eversivo di destra, con più di cento nomi con foto, luoghi di riunione, amicizie politiche e legami con gli apparati statali; come molti militanti degli altri quartieri di Roma, venne compilata per monitorare, i nascenti Nuclei Armati Rivoluzionari di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Alessandro Alibrandi.
Il 20 aprile del 1979 Valerio Verbano viene arrestato con l'accusa di fabbricazione di materiale incendiario: la perquisizione che ne seguì nella sua casa portò al sequestro anche del materiale d'inchiesta come poi venne indicato anche nel verbale. Sempre nell'aprile del '79 i documenti che erano stati sequestrati dalla polizia, scompaiono dagli archivi, come denunciarono poi dopo, gli stessi avvocati difensori della famiglia di Valerio il 26 febbraio 1980 di cui conoscevano il contenuto e l'elenco del materiale.
Valerio viene condannato il 22 dicembre 1979. Il 22 febbraio 1980 termina la sua vicenda con il suo omicidio per mano degli stessi terroristi di cui aveva seguito con attenzione le gesta e la loro ramificazione con la criminalità organizzata romana tra cui anche con la Banda della Magliana. La sparizione dei fascicoli redatti da Valerio viene definitivamente accertato quando, nell'ottobre dell'80 i genitori chiedono il dissequestro dei materiali e tra i quali manca appunto quello che viene definito "dossier NAR".
Dell'esistenza di questo "dossier" ne è a conoscenza, anche un giudice che indagava sull'eversione nera, Mario Amato. La documentazione raccolta da Valerio, che era sparita prima della sua morte dall'ufficio corpi di reato, sarebbe ricomparsa tra le mani del Giudice Mario Amato che muore per mano dei NAR il 23 giugno 1980.